L'advertising guarda ai videogame

I videogiochi occupano sempre più spazio nella vita quotidiana degli internauti. Di conseguenza stanno diventando anche la nuova arena in cui i pubblicitari hanno fretta di confrontarsi. Assieme ai pubblicitari, arrivano anche studi e ricerche su come e dove piazzare gli annunci senza dar troppo fastidio alla concentrazione di chi gioca. Uno fra questi è quello portato avanti dalla società Interpret che ha osservato il movimento degli occhi di diversi soggetti impegnati in una sessione di gioco.
Il risultato della ricerca, che ha tracciato il movimento degli occhi davanti a pubblicità di circa 36 firme diverse, è che la localizzazione migliore per far notare gli annunci è ovviamente quella vicina all'azione, laddove si concentra l'occhio che, pur tenendo sotto controllo l'intera schermata, mette a fuoco in modo più limpido ciò che circonda il protagonista.
La notizia è accolta con favore da società come Microsoft e Google, già convinte della necessità di distribuire annunci pubblicitari attraverso i videogame. La prima, per esempio, si sta concentrando sul network della sua Xbox, forte dei dati che riguardano le ore di gioco trascorse davanti allo schermo: con 7 milioni di utenti si calcolano 2 miliardi di ore spese in 2 miliardi di sessioni di gioco.
All'orizzonte, insomma, si profilano nuove società e nuovi settori del business interamente dedicati all'advertising nei giochi elettronici. Assieme al nuovo trend, fa capolino anche la speranza di non vedere per sempre contaminato il tempo rigenerante che i giocatori decidono di regalarsi, joy-pad alla mano. La possibilità di deconcentrazione e anche l'insoddisfazione nel vedere il proprio spazio immaginativo invaso dalle necessità reali, sono in agguato.




