Anche le piante domestiche possono telefonare

Botanicalls: telefonate botaniche. Si chiama così l'ultimo progetto per il benessere della flora domestica in studio presso la New York University. Si tratta di una nuova via di comunicazione fra gli esseri umani e le piante, adatta soprattutto a chi il pollice verde proprio non ce l'ha o a chi passa troppo poco tempo a casa per accorgersi dei bisogni della propria vegetazione. Grazie a questo sistema le piante potranno lanciare un Sos ai loro padroni prima di rinsecchire troppo e chieder loro acqua.
Il sistema progettato, che vedrà la luce fra almeno sei mesi e che non è l'unico tentativo di questo genere, è semplice: si piazza nella terra un sensore per misurare il grado di umidità. La rilevazione viene inviata attraverso una rete wireless fino a un gateway capace di far partire una telefonata. Basterà quindi alzare la cornetta per scoprire se la nostra pianta ha sete oppure ha troppa acqua.
Ma non finisce qui, in quanto l'intenzione dei ricercatori è quella di togliere le piante dall'anonimato: ogni singolo esemplare avrà infatti una sua particolare voce e anche un particolare accento, a seconda della provenienza. Per esempio, come spiega la studiosa Rebecca Bray, la pianta Scots Moss potrebbe avere un accento scozzese difettoso, in quanto non propriamente originaria della Scozia nonostante il nome. Altri esemplari possono essere più o meno educati e amichevoli.
Insomma, un simpatico sistema per la sopravvivenza delle piante che spesso, senza il dono della parola e in balìa delle cure umane, non se la passano esattamente bene. E, viste le numerose richieste di informazione e prenotazione che già arrivano ai ricercatori, non si tratta di una minoranza.




