La galleria d’arte si fa su YouTube

Essere artisti non è mai stato semplice. Di solito l’ostacolo più grande per seguire la propria vocazione consiste nella mancanza di finanziamenti e nella ricerca di una vetrina per farsi conoscere. Perchè non usare internet? Fra le tante opportunità che la grande rete offre c’è soprattutto quella dell’invenzione, di nuovi canali, nuovi modi, nuovi metodi. Alcuni artisti, fra cui l’inglese Phil Hansen, hanno pensato che non è poi così importante esporre le proprie opere in una galleria d’arte. Infondo, per farsi conoscere e per avere un contatto con il pubblico, internet può essere sufficiente, anzi, anche più efficace.
Una webcam come finestra sempre aperta nel suo studio di artista. Questo può bastare, con l’aiuto del social networking però. I video del suo lavoro, ripreso in divenire, in tutte le fasi della realizzazione, finiscono su YouTube e hanno successo: uno di questi, Bruce (in onore di Bruce Lee), è stato guardato 3 milioni di volte, con un immaginabile effetto positivo sulla popolarità dell’artista.
Ma non finisce qui: l’idea dell’artista è quella di trasformare il pubblico da passivo a collaborativo. Quando Hansen è nel suo studio creativo, mette a disposizione il proprio numero di telefono e lo spettatore può contattarlo per suggerimenti e richieste, rendendosi quindi, a sua volta, creatore. Le risposte entusiastiche – 600 chiamate durante l’esperimento – rivelano come la creatività collettiva possa portare a risultati. Il coinvolgimento di quello che di solito rimane un semplice ammiratore, in ogni piccola fase della creazione - che fra l’altro ha qualcosa di notevole, in quanto coinvolge una serie di gestualità di per sé artisticamente significative - può fornire non solo temi nuovi (un po’ come commissionare un’opera) ma anche spunti tecnici di ogni tipo. Spazio alla fantasia quindi, come raccomanda Hansen, la cui unica lamentela è stata appunto la monotonia delle richieste.




