Gli amici virtuali valgono meno?

C’è chi dice che il valore degli amici virtuali, quelli conosciuti online, non è paragonabile a quello degli amici reali. Oppure che l’amicizia, quella vera, quella più intima, non è certo quella nata nel cyberspazio, ovvero nelle chat, nei siti di social networking o all’interno dei mondi virtuali.
Un ricercatore della Sheffield Hallam University, Will Reader, ha realizzato una ricerca proprio su questo argomento, giungendo alla conclusione che per creare rapporti profondi è necessario spegnere il computer. La tesi elaborata da Reader è la seguente: l’internet non è il mezzo migliore per stringere amicizie vere, in quanto non consente la comunicazione fisica, considerata componente fondamentale dell'intimità fra le persone.
Bisogna vedersi in faccia, quindi, e staccare la spina del Pc se si desidera intessere una vera rete di relazioni sociali: tutto il resto è un di più, una semplice cerchia di conoscenti. Il linguaggio del corpo sarebbe quindi l’unico strumento per misurare la maggiore o minore affidabilità delle persone. In assenza di questo fattore, le relazioni restano per forza superficiali.
Ma cosa direbbero in proposito i tanti frequentatori di social network e compagni? Probabilmente in molti non sarebbero del tutto d’accordo con il ricercatore inglese, e a dare loro supporto vi è un altro inglese, Robin Dunbar, autore di alcune teorie sulla nascita del linguaggio, secondo il quale il network sociale corrisponderebbe alla naturale evoluzione del nostro bisogno di trovare una collocazione all'interno del gruppo, al fine di creare relazioni stabili al suo interno.
Ci è difficile immaginare che tutti coloro che raccontano di avere creato legami profondi, stabili e longevi all’interno della rete abbiano preso un abbaglio.




